Telemann Goes East

“La musica polacca attraverso gli occhi di Georg Philipp Telemann”

Erik Bosgraaf e filoBarocco presentano la loro versione personale di pezzi e frammenti di musica dal manoscritto di Rostock TWV 45, scritto da Georg Philipp Telemann (1681–1767). In questo manoscritto possiamo trovare un insolito resoconto di musica popolare, tradizionalmente tramandata di generazione in generazione oralmente. Ciò che rende questo manoscritto speciale è il fatto che ci regala uno scorcio della pratica musicale tradizionale in Polonia all’inizio del XVIII secolo e di come questa abbia influenzato la musica di Telemann. A quanto pare la musica polacca è stata menzionata anche all’interno di testi del XVI e XVII secolo ma raramente è chiaro a cosa si riferissero di preciso. Nella musica di Telemann possiamo trovare l’uso di ottave, ritmi e lunghezze della frase che solitamente non si trovano nella musica barocca. Telemann stesso a volte ha menzionato come fosse affascinato dalla musica Polacca, specialmente quando fu al servizio del Conte Ermanno II di Promnitz (1683–1745), periodo in cui spese parecchio tempo nei sui palazzi a Sorau (ora Żary) e Pleß (ora Pszczyna).

“Quando la corte trascorse sei mesi a Pleß, un territorio dell'Alta Slesia governato dalla famiglia Promnitz, conobbi, come a Cracovia, la musica polacca e hanakiana nella sua vera barbarica bellezza. Nelle taverne comuni consisteva in un violino legato al corpo e accordato una terza più alta del solito in modo da poter sovrastare una mezza dozzina di altri, un Bock polacco (cornamusa), un trombone basso e un regale. Nei posti più rispettabili non c'era il regale; aumentavano invece il numero dei violini e delle cornamuse: una volta vidi insieme trentasei cornamuse e otto violini. È difficile credere quali idee meravigliose abbiano questi suonatori di Bock o questi violinisti quando improvvisano mentre i ballerini riposano. In otto giorni un ascoltatore potrebbe ricavarne abbastanza idee da durare tutta la vita. Basti dire che c'è molto di buono in questa musica, se gestita correttamente. Da allora ho scritto vari grandi concerti e trii in questo stile, vestendoli con un abito italiano con alternanza di adagi e allegri.”

La musica polacca viene spesso chiamata “barbarica” ed è quindi utile leggere alcune definizioni di questa parola risalenti all’epoca di Telemann. Johann Walther (1732) scrive:

“Quando qualcuno di scarsa fama […] si prende la libertà di aggiungere talvolta passaggi “sbagliati” [alla propria musica]; o addirittura fa troppo affidamento sull'uso di tali passaggi, che al contrario i musicisti più famosi e astuti usano solo con moderazione. Oppure: un barbarismo è un passaggio musicale che infrange le regole e che i musicisti più astuti impiegano solo occasionalmente con diligenza, [eppure] i compositori non istruiti spesso lo usano con ignoranza.